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“A me sembra tutto chiaro. Destra, sinistra,
è tutto un inciucio. E sai perché?”
Non aspettò che rispondessi.
“Siamo stati
invasi da una forma batterica spongiforme
con spiccate capacità camaleontiche.
Sono dei batteri-rettil-trasformisti. Non
hanno incontrato resistenza. Hanno preso
forme umanoidi extramimetiche e hanno
sostituito la classe politica del pianeta”.
Se fosse stata un’altra avrei pensato che
si fosse strabevuta il cervello. Ma trattandosi
di Luisa era impossibile. Mi fidavo
di lei. Le avevo dato una mano quando il
Comune non voleva rilasciarle le licenze
per il suo agriturismo etico sensoriale.
Andammo dall’ingegnere capo del Comune
con un gruppo di tagliaboschi romagnoli.
Lo trascinammo in cortile e lì lo interrogammo
davanti al popolo. Una cosa maoista.
Argomento: il teorema di Pitagora. I
boscaioli lo interrogarono per 4 ore facendogli
domande che neanche loro capivano.
L’italiano medio ha un gap tremendo
nella formazione scientifica primaria.
Alla fine l’ingegnere ammise che aveva
barato all’esame di geometria euclidea.
In cambio del silenzio del movimento operaio
e contadino ottenemmo la licenza per
Luisa.
Insomma, è chiaro che se può mi aiuta e
non mi viene a raccontare balle.
Così il mio problema è: piano A, come fare
a eliminare un’invasione di sottocreature
microscopiche sterminandole fino all’ultima
monocellula. Piano B: convincere una
razza aliena batterico-trasformista a piantarla
di approvare leggi che propugnano
guerra, violenza, monopolio televisivo.
L’ideale sarebbe stato sterminare i batteri.
Sterminare, in linea di massima è sempre
la soluzione migliore con le forme di vita
sconosciute.
Ma non sapevo neanche da dove iniziare.
Mi chiesi che cosa avrebbe fatto mia nonna
in un frangente del genere. Sicuramente
avrebbe avuto una visione mistica, la mia
bisnonna le sarebbe apparsa e le avrebbe
detto cosa fare.
Questo ovviamente nel caso non ci fosse
stato in giro un reparto della Brigata
Garibaldi. In quel caso l’approccio sarebbe
stato più drastico.
Comunque presi il mio cellulare e telefonai
ad Anita Rusheng. Una ragazza tutta
miele che è cugina da parte di madre con
Rita Levi Montalcini. È la persona più simile
a uno scienziato che io conosca.
La vado a trovare nel suo studio di fioraia
alla moda, le racconto tutto e poi le chiedo:
“Che ne pensi?”
Lei mi guarda, dà un tiro a una canna
spaventosa (fuma da sola, io ho fumato
l’ultima volta nel 1985 e ho visto Garibaldi
attaccare la Statale alla testa di 600 samurai
in armatura rosa e verde. Uno spettacolo).
Lei butta fuori il fumo. Tipo 86 secondi di
emissione polmonare. Potente.
Mi guarda. Ho un brivido. È bellissima.
Apre bocca. Parla: “Potrebbe anche essere.
Io ho un’amica che parla con un
vecchio budino che ospita nel suo frigo.
Tiene sempre il frigo un po’ aperto perché
lui vuole la luce.”
“Tu cosa faresti per distruggerli.”
“Perché distruggerli? In fondo non mi
sembra che siano poi così peggiori dei politici che hanno sostituito. Se li sterminiamo potremmo trovarci con qualche
cosa di peggio.”
“Ma come? Ti dimentichi il valore dell’indipendenza
umana? Siamo governati dai
batteri! Non è onorevole.”
“Smetti di essere schematico e razzista.
I batteri sono solo diversi. Non puoi prendertela
con loro solo perché sono extracomunitari.”
“Ma straparli! Questi non sono extracomunitari,
sono extragalattici. È diverso!”
“Voi maschi pensate solo a classificare.
Tette, culi, fighe. Pensa in modo elastico.
Sono diversi e allora?... Comunque se
proprio sei preoccupato una cosa la potremmo
fare.”
Mi teneva sulle spine…“Cosa?”
“Beh, potremo renderli meno alieni.
Contaminarli.”

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Impiegò due ore a spiegarmi tutto il ragionamento.
Poi me lo feci rispiegare. Era
un’idea pazzesca ma poteva funzionare.
Per iniziare avevamo bisogno di una goccia
di sperma batterico. Risolvemmo i
problema tramite Bice, un’amica di Anita
che conosceva Olga, la ragazza allegra
dei vip. Aveva una collezione di gocce di
sperma di politici. Diceva che era la sua
pensione.
Con la goccia piena di batteri extraterrestri
ci recammo al tempio di Kalaharm, in
Nepal. Uno degli ultimi templi dedicati alla
Dea ancora serviti da un folto gruppo di
devoti. Là chiedemmo a Jaom, detto la
Luce, se per favore poteva accoppiarsi
con Shadon, detta la Notte, la più grande
Jogy tantrica dell’Universo, il tutto tenendo
in mano la provetta batterica e contaminandola
con fluidi corporei e vibrazioni
d’amore cosmico. Loro acconsentirono in
cambio di 20 casse di birra scura, tutti i
dischi di Vecchioni e un cellulare Nokia.
Ottenuto il liquido batterico ristrutturato
in senso amorevole lo affidammo a Olga
perché lo usasse per contaminare tutte
le entità batteriche che si erano sostituite
ai politici e che comunque continuavano
a frequentarla per chissà quali immondi
motivi. La contaminazione positiva si
diffuse ben presto a entrambi i rami del
Parlamento. Ungerne uno per contaminarne
cento.
Due settimane dopo Silvio Berlusconi
donò Rete4 ai missionari Comboniani e
pretese che 4 frequenze televisive nazionali
fossero finalmente consegnate a
Europa7. Poi si iscrisse a Rifondazione
Comunista. Forse avevamo esagerato
con la dose e aveva grippato.
Quella sera, tornato a casa mi sedetti in
poltrona e mi godetti, una volta tanto, il telegiornale.
Emilio Fede piangeva.
Poi misi a letto la piccola Engels. Le raccontai
la storia della classe operaia che
frega gli invasori alieni facendo intervenire
i super monaci nepalesi.
Poi, nella notte, proposi a Rosa, la donna
della mia vita, di sperimentare qualche
posizione tantrica.
Facemmo l’amore con estrema lentezza,
guardandoci negli occhi, fino all’alba.
Il sole sorgeva sulla città e anche la lieve
foschia causata dai motori e dalle caldaie
alimentati a combustibili fossili sembrava
bellissima. |
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INDICE del n. 2

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