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ENERGIA PULITA E NUOVI STILI DI VITA

INDICE del n. 2
COPERTINA - EDITORIALE - Perché non ha senso costuire CENTRALI NUCLEARI - CACAO Il quotidiano delle BUONE NOTIZIE - NON E' VERO CHE TUTTO VA PEGGIO Come si diventa ECOLOGICAMENTE PAZZI - COME SI BACIA UNA RAGAZZA - EMORROIDI SOLIDALI - LE AVVENTURE DI TONI BARRA

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“A me sembra tutto chiaro. Destra, sinistra, è tutto un inciucio. E sai perché?”
Non aspettò che rispondessi.
“Siamo stati invasi da una forma batterica spongiforme con spiccate capacità camaleontiche. Sono dei batteri-rettil-trasformisti. Non hanno incontrato resistenza. Hanno preso forme umanoidi extramimetiche e hanno sostituito la classe politica del pianeta”.
Se fosse stata un’altra avrei pensato che si fosse strabevuta il cervello. Ma trattandosi di Luisa era impossibile. Mi fidavo di lei. Le avevo dato una mano quando il Comune non voleva rilasciarle le licenze per il suo agriturismo etico sensoriale.
Andammo dall’ingegnere capo del Comune con un gruppo di tagliaboschi romagnoli. Lo trascinammo in cortile e lì lo interrogammo davanti al popolo. Una cosa maoista.
Argomento: il teorema di Pitagora. I boscaioli lo interrogarono per 4 ore facendogli domande che neanche loro capivano. L’italiano medio ha un gap tremendo nella formazione scientifica primaria. Alla fine l’ingegnere ammise che aveva barato all’esame di geometria euclidea. In cambio del silenzio del movimento operaio e contadino ottenemmo la licenza per Luisa.
Insomma, è chiaro che se può mi aiuta e non mi viene a raccontare balle.
Così il mio problema è: piano A, come fare a eliminare un’invasione di sottocreature microscopiche sterminandole fino all’ultima monocellula. Piano B: convincere una razza aliena batterico-trasformista a piantarla di approvare leggi che propugnano guerra, violenza, monopolio televisivo. L’ideale sarebbe stato sterminare i batteri. Sterminare, in linea di massima è sempre la soluzione migliore con le forme di vita sconosciute.
Ma non sapevo neanche da dove iniziare.
Mi chiesi che cosa avrebbe fatto mia nonna in un frangente del genere. Sicuramente avrebbe avuto una visione mistica, la mia bisnonna le sarebbe apparsa e le avrebbe detto cosa fare.
Questo ovviamente nel caso non ci fosse stato in giro un reparto della Brigata Garibaldi. In quel caso l’approccio sarebbe stato più drastico. Comunque presi il mio cellulare e telefonai ad Anita Rusheng. Una ragazza tutta miele che è cugina da parte di madre con Rita Levi Montalcini. È la persona più simile a uno scienziato che io conosca. La vado a trovare nel suo studio di fioraia alla moda, le racconto tutto e poi le chiedo:
“Che ne pensi?”
Lei mi guarda, dà un tiro a una canna spaventosa (fuma da sola, io ho fumato l’ultima volta nel 1985 e ho visto Garibaldi attaccare la Statale alla testa di 600 samurai in armatura rosa e verde. Uno spettacolo).
Lei butta fuori il fumo. Tipo 86 secondi di emissione polmonare. Potente.
Mi guarda. Ho un brivido. È bellissima.
Apre bocca. Parla: “Potrebbe anche essere. Io ho un’amica che parla con un vecchio budino che ospita nel suo frigo. Tiene sempre il frigo un po’ aperto perché lui vuole la luce.”
“Tu cosa faresti per distruggerli.”
“Perché distruggerli? In fondo non mi sembra che siano poi così peggiori dei politici che hanno sostituito. Se li sterminiamo potremmo trovarci con qualche cosa di peggio.”
“Ma come? Ti dimentichi il valore dell’indipendenza umana? Siamo governati dai batteri! Non è onorevole.” “Smetti di essere schematico e razzista. I batteri sono solo diversi. Non puoi prendertela
con loro solo perché sono extracomunitari.” “Ma straparli! Questi non sono extracomunitari, sono extragalattici. È diverso!”
“Voi maschi pensate solo a classificare. Tette, culi, fighe. Pensa in modo elastico. Sono diversi e allora?... Comunque se proprio sei preoccupato una cosa la potremmo fare.”
Mi teneva sulle spine…“Cosa?”
“Beh, potremo renderli meno alieni. Contaminarli.”

Impiegò due ore a spiegarmi tutto il ragionamento. Poi me lo feci rispiegare. Era un’idea pazzesca ma poteva funzionare. Per iniziare avevamo bisogno di una goccia di sperma batterico. Risolvemmo i problema tramite Bice, un’amica di Anita che conosceva Olga, la ragazza allegra dei vip. Aveva una collezione di gocce di sperma di politici. Diceva che era la sua pensione. Con la goccia piena di batteri extraterrestri ci recammo al tempio di Kalaharm, in Nepal. Uno degli ultimi templi dedicati alla Dea ancora serviti da un folto gruppo di devoti. Là chiedemmo a Jaom, detto la Luce, se per favore poteva accoppiarsi con Shadon, detta la Notte, la più grande Jogy tantrica dell’Universo, il tutto tenendo in mano la provetta batterica e contaminandola con fluidi corporei e vibrazioni d’amore cosmico. Loro acconsentirono in cambio di 20 casse di birra scura, tutti i dischi di Vecchioni e un cellulare Nokia.
Ottenuto il liquido batterico ristrutturato in senso amorevole lo affidammo a Olga perché lo usasse per contaminare tutte le entità batteriche che si erano sostituite ai politici e che comunque continuavano a frequentarla per chissà quali immondi motivi. La contaminazione positiva si diffuse ben presto a entrambi i rami del Parlamento. Ungerne uno per contaminarne cento.
Due settimane dopo Silvio Berlusconi donò Rete4 ai missionari Comboniani e pretese che 4 frequenze televisive nazionali fossero finalmente consegnate a Europa7. Poi si iscrisse a Rifondazione Comunista. Forse avevamo esagerato con la dose e aveva grippato.
Quella sera, tornato a casa mi sedetti in poltrona e mi godetti, una volta tanto, il telegiornale. Emilio Fede piangeva. Poi misi a letto la piccola Engels. Le raccontai la storia della classe operaia che frega gli invasori alieni facendo intervenire i super monaci nepalesi.
Poi, nella notte, proposi a Rosa, la donna della mia vita, di sperimentare qualche posizione tantrica.
Facemmo l’amore con estrema lentezza, guardandoci negli occhi, fino all’alba. Il sole sorgeva sulla città e anche la lieve foschia causata dai motori e dalle caldaie alimentati a combustibili fossili sembrava bellissima.