Due secoli fa lo schiavismo era
legale nella maggior parte del mondo.
65
anni fa le donne non avevano il diritto di
voto in nessuna nazione. 50 anni fa i mariti
avevano in tutto il mondo il diritto legale
di picchiare la moglie e di prenderla con la
forza. 50 anni fa la segregazione razziale
era legale negli Usa. 30 anni fa la maggioranza
degli esseri umani era convinta
che masturbarsi portasse alla cecità. 25
anni fa in Italia potevi uccidere tua moglie
se la scoprivi a letto con un altro senza
rischiare la galera. 11 anni fa lo stupro in
Italia era un reato contro la morale e non
contro la persona nonostante sia difficile
stuprare una donna senza sequestrarla e
senza farle violenza.
Ma non solo alcuni degli aspetti peggiori
della società sono spariti.
4000 anni fa la vita media sul pianeta era
al di sotto dei 30 anni. La durata dell’esistenza
umana ha continuato ad allungarsi
e negli ultimi 100 anni questo aumento è
stato enorme.
Ed è aumentata notevolmente anche
l’aspettativa di vita nel Terzo Mondo,
nonostante le guerre, le carestie, le epidemie,
le rapine delle Multinazionali e la
spietata corruzione dei governi.
Negli ultimi 40 anni ha continuato a diminuire
perfino il numero dei morti in guerra.
Tutti gli indicatori di benessere sono migliorati
in modo notevole: istruzione, disponibilità
di acqua corrente ed elettricità,
salari, abbandoni scolastici, numero di
poveri, assistenza medica, pensioni, protezione
degli orfani, dei disabili, dei malati
di mente, delle minoranze.
E se guardiamo all’Italia scopriamo che
da noi c’è stato un miglioramento addirittura
più rapido che altrove.
In realtà la situazione in Italia 50 anni fa
era pazzesca. Se realmente confrontiamo
i dati quasi non riusciamo a crederci.
L’Italia degli anni ’50 era in condizioni simili,
per molti versi, a quelle dell’Albania o
del Marocco di oggi.
A partire dal 1800 milioni di italiani sono
stati costretti a emigrare. In Italia si soffriva
la fame e a centinaia di migliaia morivano
di denutrizione e pellagra e per la
mancanza di cure e igiene.
Oggi è raro trovare un immigrato proveniente
dal Terzo Mondo che non sappia
leggere e scrivere. Anzi spesso ci accorgiamo
che gli extracomunitari che arrivano da noi sono diplomati o laureati. I nostri immigrati erano invece in maggioranza analfabeti.
E ancora negli anni ‘50 più del 10%
della popolazione era analfabeta e più del
20% non aveva finito le elementari.
Se poi prendiamo in considerazione la
situazione dei poveri scopriamo che a
quei tempi anche da noi esistevano vere
e proprie favelas con migliaia di baracche
di lamiere e cartoni, niente fogne e servizi
igienici. Nessuna scuola, nessun asilo,
nessun poliziotto che facesse rispettare la
legge.
Analizzando il livello di benessere medio scopriamo che anche qui ci sono stati
cambiamenti positivi. Certo, poi siamo
caduti nel consumismo ma è indiscutibile
che oggi la maggioranza delle donne non siano più costrette a passare ore e ore a
lavare i panni perché la lavatrice è entrata
nell’uso comune. Sono decine i beni
che semplificano la vita di tutti i giorni
dando più tempo alle persone per occuparsi
d’altro.
Cinquant’anni fa, le otto ore lavorative
erano per la maggioranza dei lavoratori un
obiettivo ancora da conquistare. Il sabato
di riposo era un miraggio. Idem il pulmino
che ti viene a prendere i bambini a casa.
Nelle campagne i ragazzini andavano a
scuola a piedi, a volte camminando per
chilometri a piedi nudi, per non consumare
le scarpe
Nel 1950 un paio di scarpe
costava molto e il cappotto
era uno status symbol.
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La percezione del livello di povertà oggi è
completamente cambiata, e questo è un
bene, ma se vogliamo giudicare il percorso
della storia dobbiamo accorgerci che
il tenore di vita di un operaio è enormemente
migliore anche perché le moderne
tecnologie hanno fatto crollare il prezzo
di molti beni di consumo essenziali. Nel 1950 un paio di scarpe costava parecchio e il cappotto era uno status symbol. Dalle
biro, agli accendini, dalle lamette da barba
ai libri, alle radio, alle automobili tutto costa
in proporzione molto meno e spesso
la qualità è superiore. |
A quei tempi, in tutto il mondo, nel suo insieme
la vita sociale era molto più dura e
ingiusta. Se una malattia ti lasciava infermo,
se subivi un’ingiustizia o eri discriminato,
avevi ben poche possibilità di trovare
aiuto. Non esistevano le organizzazioni
del volontariato, le associazioni in difesa
di disabili, donne, bambini e persone affette
da particolari malattie. Non esistevano
associazioni di tutela dei malati, dei
consumatori, degli omosessuali. Essere
in qualche modo diverso significava affrontare
il disagio e l’emarginazione in totale
solitudine.È degli anni ‘60 il caso Braibanti, stimato
intellettuale omosessuale condannato al
carcere per aver “plagiato” un ragazzo,
peraltro maggiorenne. Esisteva proprio
il reato di plagio. Praticamente la tua famiglia,
lo psicologo e il giudice potevano
decidere che l’omosessualità era una malattia
e potevano condannare alla prigione
chi ti aveva contagiato.
Quando si dice che tutto va peggio bisognerebbe
sprecare due minuti a pensare
che cosa volesse dire realmente vivere 50
anni fa.
Vorrei proprio vedere chi sarebbe disposto
a far cambio e tornare a vivere allora.
Credo che sarebbe sufficiente mostrare
la foto di un trapano per dentista di quei
tempi per convincere chiunque a cambiare
idea.