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ENERGIA PULITA E NUOVI STILI DI VITA

INDICE del n. 2
COPERTINA - EDITORIALE - Perché non ha senso costuire CENTRALI NUCLEARI - CACAO Il quotidiano delle BUONE NOTIZIE - NON E' VERO CHE TUTTO VA PEGGIO Come si diventa ECOLOGICAMENTE PAZZI - COME SI BACIA UNA RAGAZZA - EMORROIDI SOLIDALI - LE AVVENTURE DI TONI BARRA

UNA VOLTA IL SESSO NON ESISTEVA, SOLO ORGANISMI UNICELLULARI ASESSUATI SI MOLTIPLICAVANO SPACCANDOSI IN 2 E NON ERA PIACEVOLE

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Quando capita, ad esempio, di discutere dell’orrore della pedofilia molti sono disposti a giurare che il fenomeno si stia espandendo in modo notevole. Come vedremo si tratta anche in questo caso di un’illusione ottica.
Molte persone sono giustamente impressionate e disgustate dall’aumento eEsponenziale dei casi di pedofilia riportati dai giornali. Sicuramente oggi i giornali pubblicano notizie di crimini sessuali sui bambini 100 volte di più di 50 anni fa. E sui giornali di 70 anni fa non troviamo nessuna segnalazione di tali aberrazioni.
Ma questo non vuol dire che una volta non ci fossero crimini pedofili. Semplicemente i giornali non ne parlavano: erano un argomento sconveniente e di scarso interesse.

Ma il quadro si fa ancora più chiaro se compiamo una rapida osservazione degli aspetti più negativi e ergognosi della società umana e andiamo a vedere da quanto tempo sono diventati obsoleti.

Ancora tre secoli fa eravamo dominati da una casta che gestiva il potere per diritto di nascita.

Quando eri giovane tutto andava meglio perché non eri vecchio.

Due secoli fa lo schiavismo era legale nella maggior parte del mondo.
65 anni fa le donne non avevano il diritto di voto in nessuna nazione. 50 anni fa i mariti avevano in tutto il mondo il diritto legale di picchiare la moglie e di prenderla con la forza. 50 anni fa la segregazione razziale era legale negli Usa. 30 anni fa la maggioranza degli esseri umani era convinta che masturbarsi portasse alla cecità. 25 anni fa in Italia potevi uccidere tua moglie
se la scoprivi a letto con un altro senza rischiare la galera. 11 anni fa lo stupro in Italia era un reato contro la morale e non contro la persona nonostante sia difficile stuprare una donna senza sequestrarla e senza farle violenza.

Ma non solo alcuni degli aspetti peggiori della società sono spariti. 4000 anni fa la vita media sul pianeta era al di sotto dei 30 anni. La durata dell’esistenza umana ha continuato ad allungarsi e negli ultimi 100 anni questo aumento è stato enorme.

Ed è aumentata notevolmente anche l’aspettativa di vita nel Terzo Mondo, nonostante le guerre, le carestie, le epidemie, le rapine delle Multinazionali e la spietata corruzione dei governi.
Negli ultimi 40 anni ha continuato a diminuire perfino il numero dei morti in guerra.

Tutti gli indicatori di benessere sono migliorati in modo notevole: istruzione, disponibilità di acqua corrente ed elettricità, salari, abbandoni scolastici, numero di poveri, assistenza medica, pensioni, protezione degli orfani, dei disabili, dei malati di mente, delle minoranze.

E se guardiamo all’Italia scopriamo che da noi c’è stato un miglioramento addirittura più rapido che altrove. In realtà la situazione in Italia 50 anni fa era pazzesca. Se realmente confrontiamo i dati quasi non riusciamo a crederci. L’Italia degli anni ’50 era in condizioni simili, per molti versi, a quelle dell’Albania o del Marocco di oggi. A partire dal 1800 milioni di italiani sono stati costretti a emigrare. In Italia si soffriva la fame e a centinaia di migliaia morivano di denutrizione e pellagra e per la mancanza di cure e igiene.
Oggi è raro trovare un immigrato proveniente dal Terzo Mondo che non sappia leggere e scrivere. Anzi spesso ci accorgiamo che gli extracomunitari che arrivano da noi sono diplomati o laureati. I nostri immigrati erano invece in maggioranza analfabeti.

E ancora negli anni ‘50 più del 10% della popolazione era analfabeta e più del 20% non aveva finito le elementari. Se poi prendiamo in considerazione la situazione dei poveri scopriamo che a quei tempi anche da noi esistevano vere e proprie favelas con migliaia di baracche di lamiere e cartoni, niente fogne e servizi igienici. Nessuna scuola, nessun asilo, nessun poliziotto che facesse rispettare la legge.
Analizzando il livello di benessere medio scopriamo che anche qui ci sono stati cambiamenti positivi. Certo, poi siamo caduti nel consumismo ma è indiscutibile che oggi la maggioranza delle donne non siano più costrette a passare ore e ore a lavare i panni perché la lavatrice è entrata nell’uso comune. Sono decine i beni che semplificano la vita di tutti i giorni dando più tempo alle persone per occuparsi d’altro.
Cinquant’anni fa, le otto ore lavorative erano per la maggioranza dei lavoratori un obiettivo ancora da conquistare. Il sabato di riposo era un miraggio. Idem il pulmino che ti viene a prendere i bambini a casa. Nelle campagne i ragazzini andavano a scuola a piedi, a volte camminando per chilometri a piedi nudi, per non consumare le scarpe

 

Nel 1950 un paio di scarpe costava molto e il cappotto era uno status symbol.

 

La percezione del livello di povertà oggi è completamente cambiata, e questo è un bene, ma se vogliamo giudicare il percorso della storia dobbiamo accorgerci che il tenore di vita di un operaio è enormemente migliore anche perché le moderne tecnologie hanno fatto crollare il prezzo di molti beni di consumo essenziali. Nel 1950 un paio di scarpe costava parecchio e il cappotto era uno status symbol. Dalle biro, agli accendini, dalle lamette da barba ai libri, alle radio, alle automobili tutto costa in proporzione molto meno e spesso la qualità è superiore.

A quei tempi, in tutto il mondo, nel suo insieme la vita sociale era molto più dura e ingiusta. Se una malattia ti lasciava infermo, se subivi un’ingiustizia o eri discriminato, avevi ben poche possibilità di trovare aiuto. Non esistevano le organizzazioni del volontariato, le associazioni in difesa di disabili, donne, bambini e persone affette da particolari malattie. Non esistevano associazioni di tutela dei malati, dei consumatori, degli omosessuali. Essere in qualche modo diverso significava affrontare
il disagio e l’emarginazione in totale solitudine.È degli anni ‘60 il caso Braibanti, stimato intellettuale omosessuale condannato al carcere per aver “plagiato” un ragazzo, peraltro maggiorenne. Esisteva proprio il reato di plagio. Praticamente la tua famiglia, lo psicologo e il giudice potevano decidere che l’omosessualità era una malattia e potevano condannare alla prigione chi ti aveva contagiato.

Quando si dice che tutto va peggio bisognerebbe sprecare due minuti a pensare che cosa volesse dire realmente vivere 50 anni fa.

Vorrei proprio vedere chi sarebbe disposto a far cambio e tornare a vivere allora. Credo che sarebbe sufficiente mostrare la foto di un trapano per dentista di quei tempi per convincere chiunque a cambiare idea.