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Un altro modo è quello di ascoltare il peso
di questa parte. Si tratta di immaginare
una cavolata: immaginare di sentire il
peso… Ma funziona.
Attenzione: questi esercizi vanno fatti rilassando
anche i muscoli della vescica e
di tutta l’area. Sennò si rischia di scaricare
il rilassamento anale “caricando” l’area
genitale. Poi viene una cistite. Per rilassare
questa zona si deve rilassare la mandibola
in particolare aprendo e chiudendo
la bocca il più lentamente possibile.
Se il movimento è sufficientemente lento
dopo uno o due minuti si inizia a scaldare.
Ripetere questo esercizio con le labbra, la
lingua (farla uscire e rientrare nella bocca,
muoverla in cerchio dentro la bocca)
e con i muscoli della gola. Il tutto sempre
al rallentatore. Parlo di una velocità di 2
cm al minuto. Se lo fai veloce non serve
a niente. |
La quarta questione
irrinunciabile è di tipo
psicologico. Secondo
Claudia Rainville i
disturbi anali sono
legati alla conclusione
di un processo.
C’è qualche cosa che
non riesci a finire!
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Un altro sistema è quello di contrarre per
3 secondi e poi lasciare ascoltando il rilassamento
spontaneo (detensione) per 10
secondi. Se il movimento è corretto anche
in questo modo si ottiene il riscaldamento
della zona dovuto al rilassamento delle fasce
muscolari profonde e al conseguente
aumento della circolazione del sangue nei
capillari.
È importante anche cercare di muovere al
rallentatore i muscoli della nuca. Non importa
riuscire realmente a muovere i muscoli
al rallentatore, il semplice immaginare
il movimento lento (cercando di farlo) fa
ottenere il rilassamento. (vedi su questo
tema “La rivoluzione pigra”, capitolo 18,
sul mio blog: www.jacopofo.com). |
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Importante anche dotarsi di un cuscino a ciambella. Io uso semplicemente un
asciugamano di misura media arrotolato
a tubo e un po’ attorcigliato su se stesso
per aumentarne la consistenza. Mi fornisce
un supporto di circa un centimetro
di spessore che diminuisce la pressione
sull’ano quando sono seduto a scrivere
oppure vado in auto. Ma non deve essere
troppo spesso. Deve alleggerire la pressione
non eliminarla. Se il sedere è completamente
staccato “il culo pesa troppo”
(non so come altro dirlo).
La quarta questione irrinunciabile è di tipo
psicologico. Secondo Claudia Rainville
(“Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio.”
Edizioni Amrita) i disturbi anali
sono legati (evidente) alla conclusione di
un processo. C’è qualche cosa che non
riesci a finire!
Le domande che lei propone sono:
“Mi sento diviso tra due situazioni e aspetto
che una delle due si concretizzi?
C’è una situazione che riguarda la conclusione
di un processo che mi provoca
collera perché le cose non vanno come
vorrei?
Sono in collera perché non riesco a vedere
la fine di una condizione difficile?
Le cose non avanzano nonostante io ‘mi
faccia un culo così’?”
Ho dovuto ragionare molto sulla mia vita
per riuscire a vedere quanta rabbia nascondevo
nella mia anima. Vedi l’articolo:
“ ‘Jacopo lascia andare la rabbia”. Ma
come faccio? Gastrite, cistite, emorroidi
solidali” (www.jacopofo.com/node/2311).
E ho dovuto ragionare molto per accorgermi
di quanto io da anni ormai viva in
sospeso, aspettando che una serie di problemi
centrali arrivino a una svolta, invece
di godermi le cose buone del presente.
Da anni dico: “Se succede questo abbiamo
svoltato”. Ma non succede mai e tutto
è rimandato in una palude di attese.
Su questa storia della rabbia hanno scritto
molto la nostra amica di blog Elle e altri
nel laboratorio emorroidico. In sintesi non
si tratta solo di capire che sei arrabbiato
come un cane e che sei diventato nevrotico
perché non riesci a uscire da un accerchiamento.
Si tratta di aver la pazienza e
la forza di stare a guardare cosa succede
quando ti prende l’ira. Ascoltare le sensazioni.
Vedere che sono proprio sgradevoli
ma che se le ascolti lo sono meno che se
le soffochi e le neghi. Una cosa un po’ tosta. |
E ovviamente questa ultima parte non funziona se non ti fai una ragione per
come va la tua vita, non l’accetti e non ti
inventi qualche cosa per cui riesci a dirti:
“Va bene così”. Poi devi anche riuscire a
trovare la forza di sorridere. Anche solo
per finta. Dopo un po’ che sorridi il cervello
(che non è molto furbo) vedendo che
continui a sorridere si convince che tutto
va bene e inizia a secernere le sostanze
chimiche che agendo su certi neuroni provocano
la sensazione del benessere.
Azione di supporto molto utile è dare un
taglio alle tante piccole cose in sospeso.
In Usa ne hanno fatto una terapia che vanta
risultati notevoli. Si tratta di prendere un
quaderno e iniziare, meticolosamente, ad
appuntare tutte le cose da fare che non
hai ancora fatto (dal libro che devi restituire,
alla telefonata alla zia malata che
rimandi...). |
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Tutte le azioni che richiedono
meno di 5 minuti le fai subito, le altre le
annoti. Poi devi iniziare a perquisire la tua
casa, rovesciare le scatole delle foto, analizzare
l’hard disk del pc. Questa perquisizione
ti serve per far tornare alla memoria
brandelli del tuo passato e altre azioni che
sono restate in sospeso (chiedere finalmente
scusa a Giulia, cancellare definitivamente
dalla lista degli esseri umani esistenti
Antonio). Annoti tutto. È un lavoro
che deve essere svolto in modo intensivo.
Datti una settimana di tempo. Non di più.
Nei successivi 20 giorni devi riuscire a
cancellare il 90% della tua lista. Alla fine
ti resteranno poche cose ancora in sospeso
e quelle le affronterai piano piano.
Ma avrai fatto piazza pulita del più delle
situazioni non risolte. E, stranamente, la
tua vita ti apparirà solo per questo sotto
una luce diversa.
Incredibile quanto ti pesasse in realtà non
aver ancora risposto a quella mail… |
L'articolo sulle Emorroidi solidali continua qui...
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INDICE del n. 2

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