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Perché Jeremy Rifkin ha preso un abbaglio.Otto anni fa Rifkin annunciava la rivoluzione dell’idrogeno. La rivoluzione non c’è stata. E questo dovrebbe far pensare che abbia preso una cantonata mostruosa. Ora intervistato da Fabio Fazio ci mette in allarme sui pericoli dei biocarburanti e sui limiti tecnologici del solare. E ci dice: Solo l’idrogeno ci darà la democrazia energetica. Rifkin si è fissato sull’idrogeno come fonte principale ma sbaglia di nuovo. Affrontiamo un problema per volta. Innanzi tutto Rifkin sbaglia completamente
la valutazione complessiva della rivoluzione
ecotecnologica che stiamo vivendo.
NON ci sarà una sola tecnologia che sostituirà
il sistema petrolio. Contemporaneamente avrà un grande sviluppo il recupero di biogas da scarti vegetali, immondizia organica e liquami. Un patrimonio energetico enorme che oggi gettiamo al vento. Il biogas avrà un ruolo essenziale come carburante per la trazione, anche per il vantaggio della semplicità con la quale si può convertire un mezzo a benzina rendendolo idoneo a funzionare a gas. Un’altra fetta di petrolio verrà sostituita da una tecnologia nuovissima che consente di produrre gasolio vegetale (non biodiesel) direttamente da scarti vegetali. C’è poi l’apporto indiscutibile che darà anche l’idrogeno. Una tecnologia fantastica che però oggi si scontra con il fatto che è ancora in molti casi conveniente produrre idrogeno usando petrolio come fonte energetica invece del Sole. Inoltre, l’idrogeno richiede la creazione di una rete di distribuzione capillare abbastanza complessa e anche questo è un problema. I fatti provano quel che dico: da nessuna parte l’idrogeno si è sviluppato al di là del suo uso sperimentale e limitato. Siamo sicuri che entro 3 anni, con la diminuzione progressiva dei costi dei pannelli fotovoltaici raggiungeremo l’assoluta convenienza della produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. Ma solo allora potremo iniziare a vedere per le strade distributori di idrogeno dotati di impianti di autoproduzione sul posto. E certamente questa prospettiva è eccellente. Ma solo fra tre anni sapremo quanto saranno andate avanti le tecnologie parallele. Oggi non possiamo dire se sarà più conveniente immagazzinare energia elettrica sotto forma di idrogeno, di aria compressa o di qualcos’altro che ancora non sappiamo. Ma la fonte energetica principale che cambierà il mondo nei prossimi dieci anni (scommettiamo?) sarà il risparmio. Il nostro sistema si basa sullo spreco delle materie prime: calore, cibo, energia elettrica, acqua, spazzatura. Quando immaginiamo lo scenario energetico del futuro dobbiamo pensare a un risparmio progressivo che tecnicamente potrebbe raggiungere anche l’80% dei consumi attuali (vedi il libro di Paul Hawen, Amory B. Lovins, L. Hunter Lovins: “Capitalismo naturale. La prossima rivoluzione industriale”, Ed. Ambiente, 2001). E questo è un elemento centrale. Oltre a tutte queste fonti energetiche abbiamo
i biocarburanti classici: biodiesel e
alcol (per le auto a benzina).
In questo momento molti stanno criticando
questi carburanti. Hanno ragione.
Bush e i petrolieri hanno capito, con 30
anni di ritardo, che il petrolio sta per finire.
La bella pensata è stata puntare tutto,
all’improvviso, sul biodiesel e alcol.
Ovvio che se tento di produrre l’equivalente
di tutto il petrolio attualmente consumato
solo con i carburanti vegetali e senza
diminuire il consumo, devo usare talmente
tanta terra che un miliardo circa di esseri
umani non avranno più da mangiare. E
questo è male. Molto male. Non si deve
fare. Ma attaccare i biocarburanti in se è
una stronzata colossale.
Innanzi tutto abbiamo più volte dimostrato
che NON è vero che inquinano più del
petrolio. E non dovrebbe essere difficile
capire che se brucio olio vegetale o alcol
i danni non possono essere tremendi.
Ovvio che brucio qualche cosa quindi non
ne viene fuori aria pulita…. In Italia buttiamo via milioni di tonnellate
di frutta, proveniente dai mercati, dagli
scarti di produzione di confetture, succhi
ecc. Tutto alcol che va a marcire e a ubriacare i vermi e che gente più furba
di noi usa per far andare le auto al posto
della benzina. Per non parlare dei terreni
che l’Unione Europea paga perché non La Rivoluzione delle Ecotecnologie continua qui...
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