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Risparmiare l’acqua dello scarico
Nella maggioranza delle famiglie italiane
rappresenta quasi il 50% del consumo
idrico. A ogni scarico se ne vanno fino a
10 litri. Un bel costo solo per buttare via
un po’ di scarti esistenziali.
Oggi esistono
sciacquoni dotati di due pulsanti che permettono
di usare poca acqua in caso di
eiezioni liquide o di piccola cubatura.
Esistono anche scarichi che si bloccano
appena si smette di premere sul pulsante.
Per chi non volesse cambiare cassetta
dello sciacquone esiste un contrappeso di
acciaio che si può agganciare al meccanismo
di scarico in modo che si blocchi
appena si smette di premere il pulsante
invece di svuotare automaticamente tutta
la cassetta.
Un metodo brutale ma efficace è anche
quello di inserire un paio di bottiglie piene
d’acqua o due mattoni nella cassetta della
sciacquone così da ridurre comunque la portata
dello scarico.
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Sistema duale per l’acqua degli scarichi
Non ha molto senso usare acqua potabile
analizzata, depurata e clorata con tanta
fatica per azionare gli sciacquoni.
Ugualmente è assurdo innaffiare con acqua
che costa bei soldini per ogni metro
cubo. Più sensato è costruire una cisterna
che raccolga l’acqua piovana e usare
questa per gli scarichi domestici e l’irrigazione.
Per tenerla pulita si possono buttare
dentro delle belle anguille che saranno
deliziose da mangiare a capodanno. |

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Ridurre del 50% i consumi di acqua di
docce e rubinetti
Il consumo di acqua dei rubinetti e delle
docce è quasi la metà del consumo complessivo
di una famiglia.
Chiunque, in pochi minuti, è in grado di
avvitare ai rubinetti di casa un riduttore
dotato di una valvola di riduzione e di una
particolare retina spaccagetto, che permettono
di miscelare aria e acqua sfruttando
un principio fisico elementare che
rende “vorticoso” il flusso dell’acqua.
Si ottiene in tal modo un getto altrettanto
efficace e ricco con la metà dell’acqua comunemente
utilizzata. |
Anche per ridurre del 50% il consumo delle
docce basta semplicemente avvitare un
apposito riduttore al tubo flessibile. Un intervento
analogo con un riduttore da doccia
si può realizzare su lavandini e bidè
che siano sprovvisti di rubinetto con bocchetta
filettata. Si tratta di svitare il flessibile
dei sanitari per avvitare un raccordo
filettato di un paio di centimetri contenente
una valvola particolare.
Si tratta di una tecnologia molto più vantaggiosa
di quelle diffuse finora e che oltretutto
è in grado di ottimizzare l’efficienza
degli impianti nei quali l’acqua della
doccia diventa improvvisamente fredda
se viene aperto un altro rubinetto.
Si ottiene così un triplice risultato: diminuire
il consumo di acqua, e di acqua calda
in particolare, del 50% con una parallela
diminuzione del consumo di combustibile
per scaldare l’acqua e, al contempo, si ottiene
maggiore comfort. Il dispositivo oggi
più efficiente in commercio è costruito in
resina apossidica polarizzata. Questi dispositivi
sono reperibili presso CommercioEtico.it |
Geotermia
Esistono pompe di calore che succhiano
il calore dall’aria e sfruttano la temperatura
che a quindici metri di profondità, sotto
terra, è sempre stabile intorno ai 15 gradi.
Se si usano sistemi geotermici, pompe di
calore e pannelli solari termici per scaldare
la casa bisogna realizzare poi impianti
in grado di migliorare l’irradiazione del calore.
Infatti questi sistemi danno il massimo
a temperature più basse delle caldaie
a combustione. In case nuove si possono
quindi installare caloriferi sotto il pavimento
che lavorano a 40 gradi di temperatura
(molto meglio dei 70 gradi dei radiatori tradizionali). Si possono adottare anche
sistemi che diffondono aria calda. |
Sistemi passivi
Gli antichi sapevano che è meglio orientare
le case e la pendenza dei tetti sull’asse
nord sud. In questo modo il tetto e la parete
verso sud, meglio esposti al sole, si
scaldano di più perché prendono i raggi in
modo più diretto nel momento di massimo
calore.
Una casa disposta in questo modo sarà
meno costosa da riscaldare.
Posso aumentare questa efficienza passiva
costruendo una serra a vetri addossata
alla parete sud della casa. In inverno diventerà
una specie di grande pannello solare
che concentrerà il calore del sole, basterà
aprire le porte tra la casa e la serra
per diffondere il tepore in casa. Piantando
rampicanti a rapida crescita posso ottenere
poi che in estate la serra venga coperta
dal fogliame, con le finestre aperte diventerà
una zona ombreggiata che produce
frescura. |
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Circolazione dell’aria, ricambio dell’aria
Esistono interi palazzi costruiti tenendo
conto della naturale circolazione dell’aria.
In queste costruzioni il calore raccolto da
vetrate e serre raggiunge naturalmente
tutte le zone senza bisogno di usare ventilatori
o pompe e integrando così altre forme
di riscaldamento.
In alcune costruzioni l’aria viene pompata
per farla circolare all’interno delle fondamenta
dove sono ammassate quantità di
pietrame o in pozzi profondi dove sono
installati scambiatori di temperatura simili
ai radiatori delle auto. Le pietre fanno da
volano termico, tolgono calore in estate e
ne rilasciano in inverno. Gli scambiatori di
calore in profondità usano invece il terreno
come volano termico: come abbiamo detto
sottoterra, oltre una certa profondità, la
temperatura è sempre stabile. In questo
modo l’aria viene scaldata d’inverno e raffreddata
d’estate. Un altro punto debole
delle case tradizionali è che ogni tanto
bisogna aprire la finestra per far circolare
l’aria e così milioni di metri cubi di aria calda
se ne vanno. Esistono semplicissime
scatole di metallo coibentato che si murano
sotto la finestra e ne diventano la soglia.
Queste scatole contengono una specie
di radiatore dove passa l’aria in uscita
che scambia il calore con l’aria in entrata.
In questo modo non bisogna scaldare aria
che in inverno entra a 10 gradi sotto zero.
Con l’aria che esce a 20 gradi possiamo
portare l’aria che entra a 5 gradi. |
I consigli per la Casa Bioenergtica continuano qui...
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