EcoFuturo

Il lusso è ecologista

Come le ecotecnologie stanno cambiando il mondo

Un nuovo stile di vita. Uno stile di vita migliore. Non abbiamo bisogno di tornare al Medio Evo per smettere di inquinare il pianeta e salvarci dall’estinzione.
Possiamo riuscire a salvare il mondo addirittura aumentando il nostro benessere in misura notevole. Questa è la grande novità che ci offre la rivoluzione delle ecotecnologie. Ogni lampadina ad alto risparmio energetico che dura 15mila ore fa risparmiare 150 euro e produce una luce fisiologicamente migliore per i nostri preziosi occhi. I pannelli solari termici cancellano le tue spese per l’acqua calda e ti evitano di scottarti con l’acqua troppo bollente: scegli tu la temperatura esatta con la quale vuoi lavarti e non perdi neanche tempo a miscelare la calda con la fredda fino a raggiungere (faticosamente) la temperatura ideale.
Le case isolate termicamente e dotate di un tetto ventilato ti fanno risparmiare dal 50 all’80% delle spese per il riscaldamento
e sono più asciutte d’inverno e più fresche d’estate. Le auto elettriche, ad aria compressa e a idrogeno fanno risparmiare centinaia di euro all’anno, sono meno puzzolenti e offrirebbero ai cittadini almeno 5 anni di vita in più preservandoli da malanni orrendi provocati dall’aria malsana delle città. Mangiare meno e limitare il consumo di carne rende esteticamente più belli e ti risparmia gli infiniti guai provocati dalla sovralimentazione e dall’obesità. E i soldi che risparmi non comprando carne e consumando una minore quantità di cibo puoi investirli nell’acquisto di alimenti più gustosi e di migliore qualità. I cibi biologici sono più saporiti e contengono il 50% in più di microelementi e vitamine.
Oggi potremmo essere tutti più ricchi adottando uno stile di vita che non spreca energia.

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La Rivoluzione delle Ecotecnologie

Perché Jeremy Rifkin ha preso un abbaglio

Otto anni fa Rifkin annunciava la rivoluzione dell’idrogeno. La rivoluzione non c’è stata. E questo dovrebbe far pensare che abbia preso una cantonata mostruosa.

Ora intervistato da Fabio Fazio ci mette in allarme sui pericoli dei biocarburanti e sui limiti tecnologici del solare. E ci dice: Solo l’idrogeno ci darà la democrazia energetica. Rifkin si è fissato sull’idrogeno come fonte principale ma sbaglia di nuovo. Affrontiamo un problema per volta.

Innanzi tutto Rifkin sbaglia completamente la valutazione complessiva della rivoluzione ecotecnologica che stiamo vivendo. NON ci sarà una sola tecnologia che sostituirà il sistema petrolio.

Puntare oggi su un’unica tecnologia vuol dire rifare l’errore di chi era convinto che internet veloce potesse arrivare nelle case solo cablandole con la fibra ottica. Invece oggi il collegamento veloce ti arriva sul doppino del telefono, sul cavo elettrico, via onde radio, addirittura col segnale ripetuto via satellite.

Il petrolio sarà sostituito da un insieme di soluzioni. Le auto saranno innanzitutto elettriche. Esistono nuove batterie dieci volte meno pesanti e più potenti. Oggi si producono industrialmente pannelli fotovoltaici che producono 1 kW con 5 metri quadrati di superficie. Entro 3-4 anni avremo auto con carrozzerie ricoperte di pannelli che produrranno almeno 2 kW, permettendo di ricaricare le batterie durante il giorno. Inoltre, i sistemi di recupero dell’energia della frenata e delle discese stanno migliorando in modo enorme permettendo di allungare ulteriormente l’autonomia e l’economicità dell’auto elettrica. Infine, pare proprio che l’auto ad aria compressa, acquistata dalla Tata Motors indiana, darà ulteriore impulso all’auto elettrica permettendo un uso vantaggioso dell’energia elettrica immagazzinata sotto forma di aria compressa in bombole.

Contemporaneamente avrà un grande sviluppo il recupero di biogas da scarti vegetali, immondizia organica e liquami. Un patrimonio energetico enorme che oggi gettiamo al vento. Il biogas avrà un ruolo essenziale come carburante per la trazione, anche per il vantaggio della semplicità con la quale si può convertire un mezzo a benzina rendendolo idoneo a funzionare a gas.

Un’altra fetta di petrolio verrà sostituita da una tecnologia nuovissima che consente di produrre gasolio vegetale (non biodiesel) direttamente da scarti vegetali.

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